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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Cambiamenti

Tu credi di ritrovare le stesse cose e le stesse persone, e invece pam! Tutto cambia, tutti cambiano; anche noi, ma ci illudiamo che non sia così. A volte percepiamo i sintomi del cambiamento, a volte li vediamo e distogliamo lo sguardo. Qualunque sia la nostra reazione, l'unico dato di fatto, ineluttabile e spietato, è che nulla è immobile nel tempo.
Possiamo recuperare i ricordi, certo. Ma sono soltanto ricordi, e non saranno mai il presente o il futuro. Ciò che ieri ci ha fatto battere il cuore, ed essere felici, oggi è scivolato via sulle ali del tempo. Può capitare che gli stessi luoghi o le stesse persone oggi ci mettano malinconia e ci facciano soffrire. Ma, forse, ciò che fa male non è quello che è stato: è quello che poteva essere, e che noi siamo stati troppo lenti, o troppo stupidi, per afferrare.

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