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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

IPad

Ecco, dopo un anno di elucubrazioni e riflessioni, ho comperato (a spese mie, non vorrei che qualcuno pensasse male) un iPad.
Lo sto configurando, e ovviamente ci vuole un po' per prendere la mano. Ma la prima impressione è decisamente positiva. Sto provando a scrivere anche a mano, e sembra funzionare dignitosamente.
Seguiranno altre impressioni, anche e soprattutto sull'uso per la lettura.

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