Passa ai contenuti principali

In primo piano

La forza di gravità

Ecco, questo è un.libro che non avrei mai letto, se non fossi andato casualmente nella biblioteca comunale della mia città. Sono piuttosto scettico riguardo alla letteratura italiana contemporanea, ed evidentemente questo romanzo di Claudio Piersanti rientra pienamente nella categoria.

La trama è semplice, direi vagamente francese: Serena, la protagonista, ha diciotto anni e vive in una grande città (mai nominata, io ho pensato di riconoscere Roma da alcune descrizioni) insieme alla zia. Ha perso la madre da piccola, e il padre è sprofondato in una pigrizia maschile fatta di televisione e divano. La vita di Serena non è mai stata facile, avendo subito alcuni interventi di chirurgia estetica alla mandibola.
Nel suo stesso condominio vive il Professore, co-protagonista del racconto. È un tipo strampalato, sulla sessantina. Solitario, quasi misantropo, già docente di scuola superiore ed esperto di filosofia, trascorre giornate ripetitive tra letture impegnate e videogiochi sparatutto.

L…

1979

Pubblicato in Italia nel 2010 da Voland, 1979 è un romanzo veloce, di lettura semplice ma intrigante. Vi ho già parlato di un altro libro dello scrittore francese Jean-Philippe Blondel, 6.41. Ciò che accomuna le due opere è la predilezione per la narrazione a più voci. In 6.41 assistiamo al confronto fra due soli personaggi, che ricordano un passato comune alternandosi attraverso i capitoli. Ognuno è l'oggetto di interesse dell'altro, in modo simmetrico.
In 1979, al contrario, la topologia è quella di una rete a stella: in mezzo c'è un numero, o meglio una data: il 1979. Intorno di sono vari personaggi che si interrogano sul passato e sul presente, in un coro di voci talvolta sconclusionato. Lo spunto è divertente: sulla facciata di un grande edificio di una città francese, una mattina gli abitanti del quartiere leggono 1979, tracciato a vernice. Chi è stato? Perché? Che senso può avere un graffito così particolare?
Da questo momento, noi lettori assistiamo ai pensieri di più persone, ciascuna convinta di avere una spiegazione plausibile. Fra rimpianti, rabbie e voglia di riscatto, il gruppo eterogeneo si ritroverà in un pub irlandese, nel mezzo di una festa a tema.

Scritto con la tecnica del flusso di coscienza, fino alle ultime pagine 1979 sembra la classica storia senza storia. E invece Blondel ci presenta la soluzione nell'ultimo capitolo, quasi guastando l'atmosfera rarefatta così faticosamente costruita. Personalmente non sono sicuro di aver apprezzato la soluzione dell'enigma, mi è sembrata quasi l'ultima pagina della Settimana Enigmistica dove i lettori meno abili trovano sollievo ai dubbi. Forse non c'era bisogno di razionalizzare, perché non tutto è razionale e spiegabile. Resta comunque un buon romanzo, meno mainstream di 6.41 e per questo meno popolare.

Commenti

Post più popolari