1979

Pubblicato in Italia nel 2010 da Voland, 1979 è un romanzo veloce, di lettura semplice ma intrigante. Vi ho già parlato di un altro libro dello scrittore francese Jean-Philippe Blondel, 6.41. Ciò che accomuna le due opere è la predilezione per la narrazione a più voci. In 6.41 assistiamo al confronto fra due soli personaggi, che ricordano un passato comune alternandosi attraverso i capitoli. Ognuno è l'oggetto di interesse dell'altro, in modo simmetrico.
In 1979, al contrario, la topologia è quella di una rete a stella: in mezzo c'è un numero, o meglio una data: il 1979. Intorno di sono vari personaggi che si interrogano sul passato e sul presente, in un coro di voci talvolta sconclusionato. Lo spunto è divertente: sulla facciata di un grande edificio di una città francese, una mattina gli abitanti del quartiere leggono 1979, tracciato a vernice. Chi è stato? Perché? Che senso può avere un graffito così particolare?
Da questo momento, noi lettori assistiamo ai pensieri di più persone, ciascuna convinta di avere una spiegazione plausibile. Fra rimpianti, rabbie e voglia di riscatto, il gruppo eterogeneo si ritroverà in un pub irlandese, nel mezzo di una festa a tema.

Scritto con la tecnica del flusso di coscienza, fino alle ultime pagine 1979 sembra la classica storia senza storia. E invece Blondel ci presenta la soluzione nell'ultimo capitolo, quasi guastando l'atmosfera rarefatta così faticosamente costruita. Personalmente non sono sicuro di aver apprezzato la soluzione dell'enigma, mi è sembrata quasi l'ultima pagina della Settimana Enigmistica dove i lettori meno abili trovano sollievo ai dubbi. Forse non c'era bisogno di razionalizzare, perché non tutto è razionale e spiegabile. Resta comunque un buon romanzo, meno mainstream di 6.41 e per questo meno popolare.

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