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La forza di gravità

Ecco, questo è un.libro che non avrei mai letto, se non fossi andato casualmente nella biblioteca comunale della mia città. Sono piuttosto scettico riguardo alla letteratura italiana contemporanea, ed evidentemente questo romanzo di Claudio Piersanti rientra pienamente nella categoria.

La trama è semplice, direi vagamente francese: Serena, la protagonista, ha diciotto anni e vive in una grande città (mai nominata, io ho pensato di riconoscere Roma da alcune descrizioni) insieme alla zia. Ha perso la madre da piccola, e il padre è sprofondato in una pigrizia maschile fatta di televisione e divano. La vita di Serena non è mai stata facile, avendo subito alcuni interventi di chirurgia estetica alla mandibola.
Nel suo stesso condominio vive il Professore, co-protagonista del racconto. È un tipo strampalato, sulla sessantina. Solitario, quasi misantropo, già docente di scuola superiore ed esperto di filosofia, trascorre giornate ripetitive tra letture impegnate e videogiochi sparatutto.

L…

Figlio di Dio


Sulla copertina della mia copia di Figlio di Dio campeggia l'adesivo dello sconto del 25%: probabilmente è questa la ragione per cui ho acquistato il breve libro di Cormac McCarthy qualche mese fa. Non è un autore che amo particolarmente, pur avendo apprezzato il capolavoro La Strada. In particolare non mi piace quello stile pigro che lo porta a riempire la pagine di parole senza cura per le convenzioni tipografiche, in un elenco di dialoghi faticosamente attribuiti al giusto personaggio.

Protagonista è Lester Ballard, bianco miserando del Tennessee, ignorante e diseredato. Vive ai margini della società, peraltro non particolarmente raffinata essa stessa, e ben presto si trasforma in una belva priva di freni inibitori: violenta i cadaveri delle giovani donne, uccide per futili motivi, ricava una parrucca dallo scalpo di una sua vittima. Si rifugia nei boschi, dorme nelle caverne e colleziona macabri resti. Finché decide di uccidere un uomo più svelto di lui con il fucile, che gli strappa un braccio e lo fa arrestare. Finito?, No, sarebbe troppo facile e troppo politicamente corretto.

McCarthy confeziona la parabola truculenta di una bestia selvatica, ma la sensazione è che gli sfugga un'ombra di ammirazione per Ballard. Questi commette le nefandezze peggiori, eppure gli eventi sono descritti come se fossero semplicemente inevitabili, quasi naturali. Non c'è alcun fine moralistico nella scrittura del testo, e non c'è nemmeno il trionfo della giustizia così tipicamente americano. Una lettura veloce, ma non indimenticabile.

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