Tessere e scontrini

Grazie alla mia munifica amministrazione, sono un possessore di abbonamento ferroviario Trenord annuale a prezzo agevolato. Per ragioni psicologiche che non desidero approfondire, ho iniziato ad utilizzare questo servizio un po' tardi, e adesso mi ritrovo a rinnovare l'abbonamento all'inizio di febbraio.

Come sempre, ho inviato la richiesta di rinnovo nel mese di novembre, perché mica possiamo ammazzarci di lavoro per stampare velocemente il vostro abbonamento, diamine! E questa volta, grandi novità: la tesserina cartacea è stata sostituita dalla fantasmagorica tessera dotata di chip, graziosamente adornata di disegni colorati. Ciusca, avrebbe esclamato mio nonno. Peccato però che spesso queste tessere si smagnetizzino (ué, un anno è lungo dodici mesi, eh!), e se non si smagnetizzano può essere che il controllore non sia dotato di lettore, e se è dotato di lettore magari ha le scatole girate e non si fida della teNnologia moderna. Ergo, "mi raccomando di fare qualche copia della ricevuta di pagamento, ché è stampata su carta del formaggio e si scolorisce in fretta", si raccomanda la solerte impiegata dell'amministrazione.

Io afferro con la delicatezza di un neo-papà la mia tessera con scontrino-formaggioso appiccicato, e mi fiondo alla più prossima macchina fotocopiatrice con il cuore in gola: avrò fatto abbastanza in fretta, o troverò già uno scontrino illeggibile? Davanti alla photocopieuse, metto da parte il braccino corto del canturino medio e faccio due copie e una scansione. Meglius abbundare che fare la figura del deficiens con il primo controllore inferocito.
Poi inserisco il tutto in una bustina trasparente impermeabile, ignifuga, anti-ruggine e perfino antisettica, che conserverò con l'amore di un padre per un figlio cagionevole.

Però la teNnologia è fantastica, vero? Ricordate com'era complicato, quando dovevate mostrare l'abbonamento a vista?

Commenti

Post più popolari