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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Recensione: Liberty Bar






Solitamente non leggo i gialli del commissario Maigret: li trovo quasi sempre insignificanti, lenti e un po' confusi. Al contrario, Liberty Bar è un racconto estremamente piacevole, ambientato nella calda primavera della Costa Azzurra. Un facoltoso australiano è stato ucciso a coltellate, e la polizia locale non sa che pesci pigliare. Dalla capitale arriva Maigret, incaricato di risolvere il caso, ma senza creare grane.
Il commissarrio è indolente, vorrebbe immergersi nel clima vacanziero di Antibes e di Cannes, vorrebbe dimenticare tutto. Ma non può, e quasi suo malgrado inizia le indagini. Finirà casualmente nel Liberty Bar, gestito da un'anziana con le gambe gonfie che ospita una giovane di dubbia moralità. Maigret si affeziona ai personaggi derelitti di questa storia, crede di comprenderli e forse li giustifica. Ben presto diventa chiaro che è solo una faccenda di lotta fra i ricchi arroganti e i poveri incolti; per questa volta sarà la vita a distribuire le giuste pene, perché nessuna giustizia umana potrebbe rimettere in equilibrio i piatti della bilancia.

Un'indagine dunque risolta solo nella mente del commissario, con un finale tanto amaro quanto quelli dei romanzi duri dello scrittore belga. In fondo, dice Maigret, è solo una storia d'amore.
Come ho accennato, l'atmosfera di questo libro è intrisa di lotta di classe; una battaglia senza sorprese fra la ricchezza della borghesia protestante australiana e la miseria del sottoproletariato francese. Inutile lottare, sembra suggerire Simenon, contro l'inevitabile; i colpevoli scontano la pena da tutta una vita, perché accanirsi?
Il lettore non deve tuttavia illudersi, perché non è data speranza agli umili: saranno la malattia, l'ignoranza, i vizi, a condannarli ancora una volta.

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