Che giovedì, questo giovedì

Certi giorni nascono proprio storti. A proposito, sapevate che l'aggettivo "storto" non esiste? Sembra che solo noi lombardi lo utilizziamo fin da piccoli, per influenza del dialettale "stort". Ma sto divagando.

Questa mattina, come ogni giovedì, ho fatto la barba (altra espressione dialettale). Curiosamente, sono riuscito a tagliarmi un'orecchio. Non in senso letterale, solo un taglietto. E già ho rischiato di perdere il treno. E invece no, il treno era in perfetto orario, il sole stava alzandosi e tutto sembrava volgere al meglio. Sembrava.
Infatti qualche deficiente ha pensato di abbandonare alcuni rami sui binari, rompendo il locomotore del MIO treno. Fatto si è che sono sbarcato a Milano alle 10:40 invece che alle 9:20.
Già di ottimo umore, non riesco a compicciare (fiorentinismo) nulla.

Nel pomeriggio ho la bella pensata di intallare Sabayon Linux sul computer dell'ufficio. Sono specializzato nelle installazioni di quasi tutte le distribuzioni Linux, e quasi mi diverto. Peccato che il perfido aggeggio si spegne e non vuole saperne di riaccendersi.
Chiamo il tecnico, smontiamo il computer come mamma l'ha fatto, e la sentenza è che... è rotto! Difficile nascondere la mia sorpresa, non l'avrei mai pensato...
Ora sono senza computer, ma forse è un'opportunità di comprarne uno nuovo. Speriamo.

E meno male che ieri sera ho guardato "Gran Torino": il vecchio Clint mi mette sempre di buon umore.

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