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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Meriggiare pallido e assorto

Reduce da una settimana di fastidi causati da un'infiammazione del nervo sciatico, ieri ho declinato un invito al rifugio Menaggio. Mi preoccupava la prospettiva di arrampicarmi per due ore con lo zaino in spalla. E poi pioveva e faceva freddo, con temporali anche violenti nel pomeriggio.

Ora, in questa splendida giornata di sole in cui miracolosamente la mia gamba sta benissimo, maledico l'eccessiva precauzione.

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