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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Centocinquanta e non più centocinquanta

Ce l'hanno inculcato fino alla noia: l'Italia è riunita da 150 anni. Lo urlano i telegiornali, lo scrive Topolino (forse più attendibile dei telegiornali). Stamattina, mentre camminavo fra gli allegri assessori comunali che appendevano le foto di misteriosi patrioti canturini, mi sono chiesto: sarebbero morti per la patria se avessero potuto sapere quello sarebbe successo?
Ministri che si sentono stranieri e incassano soldi italiani, olgettine ignude che sollazzano vecchietti incerottati e miliardari, "ruba ruba, arraffa arraffa" a spese del territorio.
Non sono patriottico, ma guardando le foto di quei giovani ricordàti una volta al secolo mi vergogno un po'.

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