Prati e pallone

In questi giorni di estate inattesa, capita di uscire di casa più volentieri. Io vivo a Cantù, che per i parametri Lombardi è una piccola città; eppure c'è ancora spazio per i prati e i giardini.
Ebbene, mi ha colpito la totale assenza di bambini che giocano all'aperto. Venticinque o trent'anni fa, noi passavamo le giornate sotto casa, in qualche prato che a noi sembrava lo stadio di San Siro. Oppure all'oratorio, dove potevamo giocare a basket.
Adesso i prati sono deserti, non si vedono i bastoni con cui delimitavamo le porte e i buchi, scavati con il tallone delle scarpe da ginnastica, del dischetto del calcio di rigore. Ma anche i campi asfaltati degli oratori sembrano poco frequentati. Oggi c'è internet, c'è il telefonino sempre acceso, il mondo forse è meno sorprendente per i ragazzi.
Per noi allontanarci dal quartiere era un'avventura, e non avevamo Google Maps.

Sarà giusto così, ogni generazione è diversa dalle altre. Però mi domando se i ragazzi del 2011 hanno ancora le ginocchia coperte di croste e sporcizia, se comprano ancora il ghiacciolo al bar dopo una partita "tre contro tre" sotto il sole. Sarebbe triste se fossero tutti pallido, miopi e con i pollici ipertrofici a forza di scrivere sms agli amici.

Commenti

Post più popolari