Recensione: The perks of being a wallflower

Ieri pomeriggio ho visto The perks of being a wallflower, in lingua originale. È uscito negli Stati Uniti qualche mese fa, e probabilmente arriverà in Italia nei prossimi mesi. Ecco il trailer ufficiale:



La storia è tratta dall'omonimo romanzo di formazione di Stephen Chbosky; potete leggere su Wikipedia qualche interessante notizia in proposito.
Come detto, è un film di formazione, ambientato in una scuola superiore dei primi anni '90. Il cast è ben selezionato, e una dei protagonisti è Emma Watson, già celebre per i film di Harry Potter. La trama può sembrare banale e già vista, ma riesce al contrario a stupire proprio per l'abilità nell'evitare la banalità.
I temi affrontati sono molti: l'adolescenza, il bullismo, i primi amori, l'omosessualità e il perbenismo. In un'ora e quaranta, il regista ci fa ridere e piangere, e ci porta ad un passo dalla tragedia; ma non cede alle sirene del melodramma, concedendoci una luce di speranza in fondo al tunnel. E il tunnel c'è davvero, per il protagonista maschile del film: un tunnel automobilistico del Nord-Est degli USA, che sarà lo spunto per la catarsi e il risveglio dalla malattia.

Molti spettatori finiranno per riconoscersi in uno dei giovani personaggi, e ripenseranno alla propria adolescenza. Per me è stato facile, poiché nel 1991 avevo esattamente la stessa loro età, e vivevo gli stessi sentimenti. Sui titoli di coda mi sono sentito svuotato, e devo capire se sia stato piacevole o spiacevole. Ma, comunque sia, è una pellicola da vedere, più adatta agli adulti che agli adolescenti.

Mi piacerebbe leggere il romanzo di Chbosky, tradotto nel 2006 per i tipi di Frassinelli con il titolo "Ragazzo da parete", ma risulta fuori catalogo e irreperibile perfino nei circuiti del libro usato. Esiste ovviamente l'edizione originale in inglese, e probabilmente l'editore italiano lo riproporrà in occasione dell'uscita dei film nelle nostre sale. Facendo una ricerca mirata in rete, è possibile leggere qualche brano del romanzo, e la prima impressione è che, per una volta, la trasposizione cinematografica sia migliore del libro.

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