In ricordo di Pierre Magnan

Ho appena scoperto, tornando a visitare il suo sito, che Pierre Magnan è morto il 28 aprile scorso. Forse vi chiederete chi sia (o chi fosse, più correttamente) Pierre Magnan. Era uno scrittore francese, anzi provenzale, come amava definirsi. Una figura abbastanza inconsueta nel panorama letterario contemporaneo: nato nel 1922 a Manosque, ha lavorato per tanti anni come stampatore, prima di ottenere successo con i suoi romanzi polizieschi (e non solo polizieschi) interpretati dal Commissario Laviolette.

In Italia, molti fra i suoi libri sono stati tradotti e pubblicati da diversi editori, e, se volete, vi basta una ricerca in internet per reperire tutte le informazioni editoriali. Sfortunatamente altri romanzi non sono stati tradotti, ed è un peccato. Credo di aver letto tutta la produzione poliziesca tradotta, e confido che anche gli ultimi due libri saranno disponibili per il nostro mercato. Pur avendo una ragionevole conoscenza della lingua francese, la lettura di Chronique d'un chateau hanté in versione originale era troppo difficile, e ho interrotto a metà l'impresa. Ricordo di aver scritto all'indirizzo e-mail di Magnan alcuni anni fa, e di aver ricevuto una cordiale risposta della moglie, che evidentemente ne curava la corrispondenza elettronica. Pierre era anziano e, ultimamente, malato, ma il suo sito testimonia il suo interesse per la comunicazione digitale e l'uso dei software open source. Ma la caratteristica di questo scrittore che più mi affascinava era la sua abitudine di sedersi ad un bar di Manosque per incontrare i lettori di persona; solo negli ultimi tempi, dopo un lungo ricovero in ospedale, aveva dovuto annullare queste occasioni di confronto.

La sua ultima fatica letteraria è stata l'Élégie pour Laviolette. Tutti credevamo che il commissario fosse morto, e invece Magnan, con un colpo di scena, lo invita a tornare in scena per l'ultima volta. Speriamo che il suo editore italiano decida di pubblicare anche da noi questo testamento letterario di un autore burbero e permanentemente indignato, come amava definire se stesso.

PS: qualcuno potrebbe domandarsi il significato di LEMDA, il nome del sito internet di Magnan. LEMDA, o più correttamente L.E.M.D.A., è un acronimo utilizzato in un romanzo del commissario Laviolette. Significa Elle Est Mon Dernier Amour, cioè lei è il mio ultimo amore

Commenti

  1. Adoro i romanzi di Pierre Magnan!

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    1. È un peccato che nessun editore italiano abbia proseguito la traduzione delle sue opere. Io ho provato a leggerle in francese, ma Magnan utilizzava una lingua troppo arcaica e involuta, per le mie capacità.

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  2. Anch'io scopro solo ora che questo scrittore è mancato, che triste… Lo stile di Magnan in lingua originale è davvero un po' una sfida, ma vale tutta la fatica di affrontarla. Invece le traduzioni italiane non si mostrano quasi mai all'altezza. Fa eccezione la bella e curata traduzione di "Les secrets des andrones" apparsa tanti anni fa nei gialli Mondadori – che peraltro non risultava firmata (altro piccolo mistero). Posso chiedere a chi ha letto tutti i polizieschi se (e come) si riesce ancora a trovare il volume che raccoglieva tutti i casi di Laviolette? Mi pare s'intitolasse Les enquêtes de Laviolette, ma potrei sbagliarmi. Gli faccio la posta da un paio d'anni ma pare che sia esaurito ovunque. Grazie, saluti (PS mi chiamo Barbara, Antonio BigEye è mio marito che battezza tutti i computer di casa)

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