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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Il gioco di Ripper





Il festival del déja vu. Il nuovo romanzo di Isabel Allende, Il gioco di Ripper, si rivela un cumulo di citazioni e cliché manieristici: c'è una catena di omicidi che scuote la città di San Francisco; c'è un poliziotto che brancola nel buio; c'è una ragazzina timida ed estremamente intelligente; c'è un gioco di ruolo online, coordinato proprio dalla ragazzina. Poi c'è la madre hippy della ragazzina che è maestra del New Age, e si vede con un navy seal che ha perduto una gamba in Iraq nel 2006.

Già questi ingredienti non sono il marchio dell'originalità. Se poi aggiungiamo che la polizia segue pervicacemente le piste sbagliate, mentre i giocatori online - tutti ragazzini - individuano al primo colpo la strada giusta, il quadro è completo. Ah già, non ho citato i soliti due agenti speciali dell'FBI, antipatici e arroganti.

Isabel Allende afferma di aver iniziato a scrivere questo romanzo con il marito (noto giallista americano), ma di aver proseguito quasi subito da sola. Forse perché il marito ha annusato la banalità della trama? D'altronde, qualche giorno fa l'autrice ha dovuto rettificare una dichiarazione che riduceva il libro ad una spudorata lisciata al pelo dei fan, da sempre affamati di thriller e polizieschi. In pratica, una mezza marchetta.

D'accordo, forse sono troppo duro. Il prodotto ha goduto di grande pubblicità, e un certo pubblico lo gradirà senza dubbio. Se siete invece appassionati del genere poliziesco, tutto vi sembrerà un miscuglio casuale di Criminal Minds, NCIS, e ovviamente Le avventure di Shirley Holmes. La soluzione del caso, che non posso rivelare, è l'ultimo coniglio uscito dal cilindro, in un vortice di situazioni improbabili e caricaturali.
Banale.

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