Passa ai contenuti principali

In primo piano

AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Sfogatoio

Un breve elenco delle cose che mi sono venute a noia di internet.

1. Quelli che ti dicono come devi mangiare/condire/cuocere/accompagnare le pietanze. Se voglio condire la pasta con la Nutella o i ravioli con il pesto, non mi interessa la vostra opinione contraria.
2. Quelli che ti spiegano dottamente che cosa pensare e quale opinione avere. Alla mia età sono in grado di pensare da solo. Possiamo discutere, ma non c'è ragione per cui le vostre idee siano migliori delle mie. E se sbaglio, pazienza.
3. Quelli che commentano qualunque affermazione con gli slogan stereotipati. Se stiamo parlando di politica, e l'unica frase che vi viene in mente è "tanto i politici sono tutti uguali/ladri", facciamoci un favore reciproco: risparmiamo tempo e fatica, amici come prima.
4. Quelli che intervengono solo perché si sentono soli. Capisco che sia una tentazione irresistibile, io stesso ci sono cascato ripetutamente. Però i risultati sono tipicamente frustranti, e invece di farvi nuovi amici probabilmente verrete redarguiti o trattati come poveri pirla. Vale la regola aurea che si apre bocca usando si ha qualcosa di minimamente sensato e coerente da dire. Altrimenti meglio fare una passeggiata con il cane.
5. I tweet che parlano di circostanze note solo all'autore. Il primo pensiero del lettore è "che cavolo vuole questo?"
6. I post Facebook e i tweet sgrammaticati. Se vi hanno spiegato che una frase è composta da soggetto, predicato verbale e complemento oggetto, perché non seguite il consiglio?
7. Le recensioni dei film del tenore "film lento, poca azione". E certo, era un film di Bergman, non Die Hard 25! Quando scrivete una recensione, è superfluo sostenere che VOI avreste gradito un prodotto differente, dal momento che VOI non siete gli unici al mondo. 
8. Quelli che (anche nella realtà) si sforzano di scrivere/parlare come i figli adolescenti. Una volta ho sentito una cinquantenne, in treno, dire "Tranqui raga, sedetevi pure." Si sono voltati tutti. Lo sapete, vero, che i veri adolescenti stanno pensando "quel vecchio parla come un deficiente"?

Commenti

Post più popolari