Passa ai contenuti principali

In primo piano

I trasgressionisti

Avete mai provato a pensare che cosa succederebbe, se improvvisamente rinunciassimo tutti al rispetto dei principi della civile convivenza, al rispetto dell'autorità costituita, a tutte le convenzioni sociali che fin da bambini siamo stati educati a seguire? Se l'avete fatto, probabilmente siete anche voi dei Trasgressionisti.

Torna sugli scaffali Giorgio De Maria, autore sempre troppo dimenticato delle Venti giornate di Torino (di cui ho parlato su queste pagine alcuni mesi orsono), con la nuova edizione di un romanzo apparso nel 1968 e mai più ristampato. Atmosfere surreali, oniriche, spettrali accompagnano il narratore anonimo che descrive in prima persona il proprio Grande Salto. Così è definito, nella cerchia dei Trasgressionisti, l'apice della ribellione al comune senso del pudore: un passo definitivo, che non ammette ripensamento né ritorno.

Il protagonista è un giovane torinese, prossimo alle nozze con una ragazza borghese e "perbene". Per puro caso, egl…

Il soldatino impazzito

Superbo! Non trovo aggettivo migliore per definire questo libro di Gianni Zanolin. Uscito nel 2013 per i tipi delle Edizioni L'Omino Rosso di Pordenone, è diventato ben presto un caso letterario: ottime recensioni sulla stampa nazionale l'hanno fatto scoprire al grande pubblico.
La storia è molto italiana: l'omicidio di tre militari americani di stanza ad Aviano è scoperto, per puro caso, dal commissario Vitale (Vidal) Tonelli della questura di Pordenone. Il caso sembra risolversi in fretta, e facilmente. Troppo facilmente per essere vero. Ed allora entrano in gioco i servizi segreti, tipico apparato buono per ogni possibile devianza letteraria (e anche non letteraria). Fra personaggi ambigui e collaboratori fidati, Tonelli farà luce sulla vicenda, ma dovrà fare i conti con un passato che sperava di aver sepolto definitivamente.

Scritto magistralmente e con una ricercatezza di dettagli e particolari davvero notevole, il romanzo scorre senza pause o tempi morti verso l'epilogo. Che non è cruento come i capitoli precedenti indurrebbero a credere, e Zanolin resiste abilmente alla tentazione di un finale poliziottesco.
I testi sono ricchi di frasi dialettali, dal pordenonese al triestino, con una puntata nello sguaiato veneziano.
Ci sono punti deboli nella trama? Beh, forse soltanto la presenza ingombrante dei militari americani, che spiano mezzo Friuli con i loro satelliti e giocano dunque un ruolo onnisciente; qualche purista del giallo tradizionale potrebbe storcere il naso di fronte alle intercettazioni audio e video che, in pratica, svelano i fatti criminosi senza appello.
Il colpo di scena delle ultime righe, salutato da qualche recensore come un gioiello, non mi ha stupito: non posso rivelarlo qui, basti dire che avevo capito la verità alla seconda telefonata del commissario alla segreteria telefonica della compagna.

Sul sito dell'autore ho letto che è in preparazione la seconda avventura del commissario Tonelli. La attendo con ansia, e spero che la distribuzione possa migliorare: la mia libreria milanese di fiducia ha impiegato più di un mese per reperire il libro.

Commenti

Post più popolari