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Morire in primavera - recensione

Salutato come una delle più importanti opere tedesche nell'era post-Günther Grass, Morire in primavera è un racconto di crudo realismo sul significato della guerra. A ben vedere, la collocazione negli anni della Seconda Guerra Mondiale è piuttosto marginale: prevalgono qui il piano personale ed umano del coinvolgimento nel concetto stesso di conflitto armato come sospensione dei normali valori umani.

Nell'inverno del 1945, quando la Storia ha già scritto l'epilogo della tragica avventura nazional-socialista di Hitler e del suo Reich, Walter e Fiete sono due giovani ragazzi che lavorano in una fattoria nel nord della Germania. A diciotto anni, pensano alla ragazze e al futuro, mentre il "soldato Ivan" ha ampiamente valicato i confini orientali del Reich. Walter ha problemi agli occhi, non sa sparare con il fucile, mentre Fiete teme la chiamata alle armi. È ribelle all'autorità, risponde con lo sferzante "Drei liter" al nefasto saluto delle SS, e pro…

La pelle dell'orso





Le Dolomiti (venete), un orso puzzolente e diabolico, un ragazzo di dodici anni: sono questi gli ingredienti del bel romanzo di Matteo Righetto.
Siamo nel 1963, Domenico abita fra le montagne venete, va a scuola e vive con il papà; sua mamma è morta, schiacciata da un carro durante i lavori in campagna, qualche anno prima.
In paese tutti parlano del gigantesco orso bruno che è riapparso nelle valli, facendo strage di animali. Il padre di Domenico scommette un milione di lire (del 1963!) che riuscirà ad uccidere il Diàoul. Una mattina presto parte con il figlio per la grande battuta di caccia: sarà l'occasione per ricostruire, almeno in parte, il rapporto con quel ragazzo che sta diventando grande.
L'epilogo è drammatico, e coincide con la tragedia del Vajont.

Un'avventura che ricorda certamente Tom Sawyer, ma anche alcuni racconti del "vicino di casa' Mauro Corona, e non soltanto per la rievocazione del Vajont. Matteo Righetto, insegnante e affabulatore, scrive capitoli brevi e asciutti, misurando le parole nella tradizione montanara.

Una lettura consigliata a tutte le età.

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